Le zone di allenamento

Dopo aver visto cos’è la Frequenza Cardiaca Massima (FC Max), possiamo parlare delle zone di allenamento.

Le zone di allenamento sono suddivise in base alla percentuale della FC Max e rappresentano l’intensità dello sforzo. Conoscerle è utile perché ogni zona stimola adattamenti diversi dell’organismo, dall’allenamento della forza all’ allenarsi per dimagrire.

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Zona 0: riposo

La zona 0 non viene generalmente considerata una vera zona di allenamento, perché rappresenta la frequenza cardiaca a riposo, cioè quella che abbiamo durante le normali attività quotidiane o quando siamo completamente rilassati.

Negli adulti sani la frequenza cardiaca a riposo è mediamente compresa tra 60 e 80 battiti al minuto, anche se negli sportivi allenati può essere significativamente più bassa.


Zona 1: recupero attivo (50-60% FC Max)

È una zona molto leggera, paragonabile a una passeggiata tranquilla. La respirazione rimane regolare e si riesce a parlare senza alcuna difficoltà.

Questa intensità è particolarmente utile per persone anziane, soggetti sedentari, pazienti con alcune patologie o semplicemente nei giorni in cui si desidera favorire il recupero senza affaticare ulteriormente l’organismo, in maniera tale da non infortunarsi.

Pur essendo uno sforzo minimo, contribuisce a migliorare l’efficienza cardiovascolare e favorisce il benessere generale.


Zona 2: fondo aerobico (60-70% FC Max)

In questa zona si inizia a percepire il lavoro. La respirazione aumenta leggermente e può comparire un po’ di sudorazione, ma si riesce ancora a conversare con facilità.

L’organismo utilizza sia grassi che carboidrati per produrre energia, con una maggiore partecipazione dei grassi rispetto alle intensità più elevate.

Gli allenamenti in zona 2 possono essere mantenuti per molte ore e sono particolarmente efficaci per migliorare la resistenza aerobica, l’efficienza cardiaca e la capacità dell’organismo di utilizzare l’ossigeno (in zona 2 si fa il lungo ed è utile per chi vuole bruciare la ciccia!)

Per questo motivo rappresentano la base dell’allenamento di maratoneti, ciclisti e triatleti tanto che è diventato famoso il detto “il volume settimanale deve essere ripartito 80-20” che significa 80% in Z2, 20% nelle altre zone (anche se personalmente non ritengo la cosa idonea per tutti).



Zona 3: aerobica moderata (70-80% FC Max)

Lo sforzo diventa più impegnativo. Parlare è ancora possibile, ma le frasi iniziano ad essere più brevi e la respirazione diventa decisamente più intensa.

In questa zona aumenta il consumo di carboidrati e il sistema cardiovascolare viene stimolato in maniera significativa.

Allenarsi in zona 3 permette di migliorare ulteriormente la capacità aerobica e di sostenere sforzi prolungati a ritmi più elevati.


Zona 4: soglia anaerobica (80-90% FC Max)

Qui si entra nel lavoro intenso. Il respiro è affannoso, la fatica è elevata e parlare diventa molto difficile.

Questa zona è vicina alla cosiddetta soglia anaerobica, cioè il punto oltre il quale il lattato tende ad accumularsi più rapidamente nei muscoli.

Gli allenamenti in zona 4 migliorano la velocità, la prestazione e la capacità di sostenere ritmi elevati per periodi relativamente lunghi. Per questo motivo rappresentano una componente fondamentale nella preparazione degli sportivi ed è la zona su cui ruota un nuovo metodo di allenamento paticolare chiamato “metodo norvegese“.

Per approfondire la soglia anaerobica clicca qui.


Zona 5: massima intensità (90-100% FC Max)

È la zona dello sforzo quasi massimo o massimo. Non si riesce a parlare e la sensazione di fatica aumenta rapidamente.

Può essere mantenuta soltanto per periodi brevi, generalmente da pochi secondi a qualche minuto, a seconda del livello di allenamento. In questa zona, devi stare attento anche a cosa hai nello stomaco, prima di rigettarlo tutto!

Questa intensità viene utilizzata soprattutto negli allenamenti intervallati ad alta intensità (HIIT), negli sprint, nei Fartlek brevi e nelle preparazioni specifiche per sport che richiedono esplosività e potenza.

Allenarsi in zona 5 migliora la capacità di sviluppare elevata potenza e aumenta il consumo massimo di ossigeno (VO₂max), uno dei principali indicatori della forma fisica aerobica.


Tabella delle zone di allenamento basate sulla frequenza cardiaca massima, suddivisa in zone di intensità per migliorare le prestazioni fisiche.

Quale zona scegliere?

Non esiste una zona migliore delle altre: tutto dipende dall’obiettivo.

Le zone 1 e 2 sono ideali per costruire la base aerobica, migliorare la salute cardiovascolare e aumentare la capacità di sostenere attività di lunga durata.

Le zone 3 e 4 permettono di migliorare le prestazioni sportive e la capacità di mantenere ritmi elevati.

La zona 5 viene utilizzata per sviluppare velocità, potenza e capacità di eseguire sforzi molto intensi.

Un programma di allenamento completo dovrebbe includere diverse zone di lavoro, dosate in base all’età, alla condizione fisica e agli obiettivi personali.

Dott. in fisioterapia (e triatleta) Michele Padulazzi



Risposte

  1. […] La soglia anaerobica rappresenta una sorta di spartiacque tra uno sforzo sostenibile e uno che può essere mantenuto soltanto per periodi limitati (per approfondire sulle zone di allenamento, il link è qui) […]

  2. […] riuscire a stare nella zona di allenamento […]

  3. […] Ed è qui che entra in gioco il metabolismo basale e il concetto di zone di allenamento (che approfondisco qui). […]

  4. […] l’intensità […]

  5. […] quanto vuoi, ma se sbagli nutrizione rischi di ritrovarti senza energie uscendo facilmente dalla zona di allenamento predefinita o peggio, con lo stomaco completamente […]

  6. […] qualsiasi allenamento il nostro corpo utilizza sempre entrambe le fonti energetiche, in base alla zona di frequenza cardiaca. Quello che cambia è la loro […]

  7. […] dalla quantità di cibo ingerita e dal tipo di allenamento che vuoi fare, più è intenso e più devi […]

  8. […] Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti di svolgere almeno 150-300 minuti di attività aerobica moderata ogni settimana, oppure 75-150 minuti di attività intensa, associando anche almeno due sedute di […]

  9. […] Le zone di allenamento e in particolare la zona 2 sono diventati i concetti più conosciuti nel mondo della corsa. Se ne parla per migliorare la capacità aerobica, aumentare la resistenza e costruire una solida base di allenamento. […]

  10. […] Potrebbe mancare capacità aerobica. […]

  11. […] Negli ultimi anni, soprattutto sui social, si parla continuamente di Z2. […]

  12. […] al di là di tutte le teorie, fartlek, metodo norvegese, zone di allenamento e chi più ne ha più ne metta, il primo allenamento di recupero che possiamo fare ogni giorno è […]

  13. […] è qui che entra in gioco il concetto di zone di allenamento, come è qui che possiamo intuire perchè col caldo calano le […]

  14. […] per poterlo eseguire, è fondamentale avere una conoscenza approfondita delle zone di allenamento e una percezione del proprio corpo fuori dal […]

  15. […] oppure in zona aerobica facile. […]

  16. […] si alleni tutti i giorni forte! Nel loro caso i giorni di “recupero” eseguono allenamenti in Z2 e questo gli permette di fare volumi […]

  17. […] Il nostro organismo immagazzina i carboidrati sotto forma di glicogeno, principalmente nei muscoli e nel fegato. Durante l’attività fisica queste riserve rappresentano una delle principali fonti di energia, soprattutto quando l’intensità aumenta e il corpo ha bisogno di carburante rapidamente disponibile (per approfondire vedi: “Le zone di allenamento”). […]

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