Come vestirsi per correre in inverno

Runner on a frosty country road beneath misty winter hills


Con l’arrivo dell’inverno, una delle domande più frequenti tra chi corre è sempre la stessa: come mi vesto?

Troppo poco e rischio di avere freddo, troppo e finisco per sudare come se stessi correndo ad agosto.

La verità è che non esiste un abbigliamento perfetto per tutti. Ognuno di noi percepisce il freddo in maniera diversa e molto dipende anche dal ritmo di corsa, dall’umidità, dal vento e dalla durata dell’allenamento.

Personalmente sono una persona molto calorosa. Dopo appena un chilometro, soprattutto se l’allenamento è un po’ impegnativo, inizio già ad avere caldo e a sudare.

Per questo motivo, nel corso degli anni ho imparato a vestirmi in maniera piuttosto leggera, proteggendo però alcune zone del corpo che soffrono maggiormente il freddo.

Ecco come mi regolo durante l’inverno.

Sopra i 10 °C: meglio non esagerare

Quando la temperatura supera i 10 °C, generalmente corro in maniche corte, ma con una doppia maglia: una maglia esterna e una sottomaglia o canottiera.

Per me è una soluzione sufficiente per affrontare la maggior parte degli allenamenti, senza ritrovarmi troppo coperto dopo i primi minuti.

Ci sono però due accessori a cui difficilmente rinuncio: cappellino e guanti.

Le mani e la testa sono le zone che preferisco proteggere, anche quando il resto del corpo è vestito piuttosto leggero.

Naturalmente, se c’è molto vento o l’umidità è elevata, la temperatura percepita può essere sensibilmente più bassa rispetto a quella indicata dal termometro. In questi casi bisogna regolarsi di conseguenza.

Sotto i 10 °C: attenzione all’umidità

Quando la temperatura scende sotto i 10 °C, inizio ad aggiungere qualche protezione.

Se è umido, utilizzo uno scaldacollo, mentre per la testa preferisco un cappello di lana.

In alcune situazioni utilizzo anche i manicotti, soprattutto quando l’allenamento non prevede ripetute particolarmente intense.

Il motivo è semplice: durante una corsa lenta o un lungo, il corpo produce meno calore rispetto a una seduta di ripetute tirate. Di conseguenza, potrei aver bisogno di una protezione in più, soprattutto nella prima parte dell’allenamento.

Anche in questo caso, però, cerco di non esagerare con gli strati. So già che dopo pochi minuti inizierò a scaldarmi e non voglio ritrovarmi completamente sudato.


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Vicino allo zero: proteggere il corpo senza sudare troppo

Quando la temperatura si avvicina allo zero, la scelta dell’abbigliamento diventa ancora più importante.

In queste condizioni utilizzo una maglia termica e lo scaldacollo, oltre a guanti e cappello di lana.

Se piove o c’è molta umidità, a volte indosso anche due paia di calze, di cui uno in lana, per cercare di mantenere i piedi più caldi.

La cosa importante, però, è non confondere il proteggersi dal freddo con il coprirsi il più possibile.

Durante la corsa produciamo calore e, se ci vestiamo troppo, rischiamo di sudare molto. Quando poi il sudore impregna gli indumenti e il corpo perde calore, possiamo ritrovarci infreddoliti, soprattutto se rallentiamo o ci fermiamo.

Per questo motivo cerco di proteggere bene il tronco, senza esagerare con gli strati.

Il k-way? Personalmente preferisco evitarlo

Io, quando corro, generalmente non utilizzo il k-way.

La sensazione che provo è quella di una sorta di effetto sauna: mi scaldo rapidamente, sudo molto e finisco per avere addosso più umidità di quanta ne vorrei.

Questo non significa che il k-way sia sempre una scelta sbagliata. In caso di pioggia, vento forte o temperature particolarmente basse, una giacca da corsa traspirante e adatta alle condizioni può essere molto utile.

La scelta dipende anche dal tipo di allenamento: una corsa lenta di un’ora e una seduta intensa richiedono accorgimenti differenti.

Il mio consiglio è di trovare un abbigliamento che permetta di proteggersi dagli agenti atmosferici senza surriscaldarsi eccessivamente.

Il problema del pancino: un errore che ho imparato a riconoscere

C’è un aspetto che ho imparato sulla mia pelle, soprattutto durante i lunghi.

In passato mi è capitato di soffrire di mal di pancia durante le uscite più lunghe. A un certo punto ho iniziato a notare una possibile relazione con il modo in cui mi vestivo.

Sudavo molto, la maglia si impregnava e, con il passare dei chilometri, iniziavo a sentire freddo proprio nella zona dell’addome.

Non posso dire con certezza che fosse questa la causa del mal di pancia, perché i disturbi gastrointestinali durante la corsa possono dipendere da diversi fattori. Tuttavia, ho capito che per me era importante gestire meglio la sudorazione e mantenere il tronco adeguatamente protetto.

Da allora cerco di evitare entrambi gli estremi: non voglio avere freddo sulla pancia, ma nemmeno coprirmi così tanto da sudare eccessivamente.

È un equilibrio che richiede qualche prova, perché non esiste una soluzione universale.

Meglio avere un po’ di fresco che sudare troppo?

Per quanto mi riguarda, sì.

Quando esco di casa e sento un po’ di fresco, non mi preoccupo particolarmente. So che, dopo il riscaldamento iniziale, la temperatura corporea aumenterà e probabilmente inizierò a sentire caldo.

Se invece parto già troppo coperto, rischio di sudare eccessivamente e di ritrovarmi infreddolito quando il ritmo diminuisce o il vento aumenta.

Questo non significa che bisogna correre vestiti troppo leggeri o ignorare i segnali del proprio corpo. Il freddo intenso, il vento e gli indumenti bagnati possono aumentare la dispersione di calore, quindi è importante proteggersi adeguatamente.

Il punto è trovare il giusto compromesso: vestirsi per la corsa che si sta per fare, non per la temperatura che si percepisce appena usciti di casa.

Il consiglio più utile che posso darti comunque è sperimentare, senza copiare l’abbigliamento degli altri runner.

Quello che funziona per me potrebbe non funzionare per te: la percezione del freddo è individuale e cambia anche in base al ritmo, alla durata della corsa e alle condizioni ambientali.

E come diciamo sempre a SportCast: ciò che dicono i social è sopravvalutato, ciò che invece sottovalutiamo di più è l’imparare a conoscersi, che invece è la cosa più importante.



Risposta

  1. […] È lo stesso motivo per cui in inverno si ha il rischio di vestirsi troppo pesanti. […]

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