Il lungo: l’allenamento che costruisce davvero la resistenza



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Quando si parla di corsa, spesso si pensa subito alle ripetute, ai lavori veloci o ai ritmi gara. In realtà, uno degli allenamenti più importanti per qualsiasi runner — dal principiante al maratoneta — è il lungo.

Il lungo è la base della resistenza. È quell’allenamento che insegna al corpo a stare in movimento per tanto tempo, a gestire la fatica e a diventare più efficiente. Non serve soltanto a “fare chilometri”: serve soprattutto ad adattare l’organismo allo sforzo prolungato.

Ed è proprio per questo che il lungo non dovrebbe mai mancare nella programmazione settimanale.

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Perché il lungo è così importante

Il lungo produce adattamenti enormi sia dal punto di vista fisico che mentale.

1. Migliora la resistenza aerobica

Correre a lungo insegna al corpo a utilizzare meglio ossigeno ed energia. Con il tempo aumentano:

  • l’efficienza cardiovascolare,
  • la capacità dei muscoli di lavorare a lungo,
  • la resistenza alla fatica.

In pratica, il corpo consuma meno energie per andare allo stesso ritmo.


2. Insegna a usare i grassi come carburante

Durante gli allenamenti brevi si utilizzano soprattutto carboidrati. Nei lunghi invece il corpo impara gradualmente a sfruttare anche i grassi come fonte energetica.

Questo è fondamentale soprattutto nelle gare lunghe, dove risparmiare glicogeno può fare la differenza tra finire forte o “andare vuoti”.


3. Rafforza muscoli, tendini e articolazioni

Il lungo non allena soltanto cuore e polmoni.

Con il tempo:

  • tendini e legamenti diventano più resistenti,
  • i muscoli si adattano agli impatti ripetuti,
  • il corpo tollera meglio i chilometri.

È uno degli aspetti più sottovalutati: spesso non è il fiato a cedere in gara, ma la struttura muscolare.



4. Allena la mente

Dopo un certo tempo la corsa diventa anche mentale.

I lunghi insegnano:

  • a gestire momenti difficili,
  • a mantenere concentrazione,
  • a dosare il ritmo,
  • a conoscere davvero il proprio corpo.

Chi prepara una mezza o una maratona senza fare lunghi spesso arriva in gara senza aver mai sperimentato realmente la fatica prolungata.


Come dovrebbe essere svolto un lungo

Uno degli errori più comuni è trasformare il lungo in una gara.

Il lungo, nella maggior parte dei casi, dovrebbe essere corso a ritmo tranquillo.

Indicativamente:

  • si dovrebbe riuscire a parlare,
  • la respirazione deve restare controllata,
  • il ritmo deve sembrare sostenibile anche per molto tempo.

Per molti runner il lungo si svolge circa tra:


Deve essere sempre lento?

Non necessariamente.

Esistono diversi tipi di lungo:

Lungo lento

Il classico allenamento di resistenza. Serve a costruire base aerobica.

Lungo progressivo

Si parte piano e si aumenta gradualmente il ritmo.

Lungo con ritmo gara

Utilizzato soprattutto nelle preparazioni avanzate per mezza e maratona.

Ma per la maggior parte degli amatori, il lungo lento resta il più importante.


Quanto deve essere lungo?

La durata del lungo dipende dall’obiettivo.

Non esiste una distanza universale: il lungo deve essere proporzionato alla gara che si sta preparando e al proprio livello.


Esempio per preparare una 10 km

Per una 10 km il lungo serve soprattutto a creare una buona base aerobica.

Indicativamente:

  • principiante: 8-10 km,
  • intermedio: 10-14 km,
  • avanzato: 14-16 km.

Spesso basta un lungo di circa 1 ora / 1 ora e 20.


Esempio per preparare una mezza maratona

Qui il lungo diventa centrale.

Indicativamente:

  • principiante: 12-16 km,
  • intermedio: 16-20 km,
  • avanzato: 20-24 km.

Molti runner trovano utile arrivare almeno vicino ai 18-20 km prima della gara.


Esempio per preparare una maratona

La maratona è la gara dove il lungo conta di più.

Indicativamente:

  • principiante: 22-28 km,
  • intermedio: 28-32 km,
  • avanzato: anche 34-36 km.

L’obiettivo non è soltanto “fare distanza”, ma insegnare al corpo a stare tante ore sotto sforzo.

Per questo i lunghi in maratona sono spesso più importanti delle ripetute.


Ogni quanto fare il lungo?

Generalmente:

  • 1 volta a settimana,
  • oppure ogni 10 giorni nei periodi più pesanti.

Dopo un lungo impegnativo è importante recuperare bene:

  • corsa facile,
  • sonno,
  • alimentazione,
  • idratazione.

Il miglioramento avviene anche grazie al recupero.


Gli errori più comuni

Correre troppo forte

È l’errore numero uno. Se il lungo diventa troppo intenso, si accumula fatica inutile.


Aumentare troppo i chilometri

Meglio aumentare gradualmente. Una crescita troppo rapida aumenta il rischio di infortuni.

Una regola prudente è aumentare il lungo di circa 1-2 km alla volta.


Saltare alimentazione e idratazione

Soprattutto oltre 90 minuti, imparare a bere e assumere carboidrati è parte dell’allenamento.



Il lungo non serve solo per la maratona

Anche chi corre una semplice 10 km beneficia enormemente dei lunghi.

Una base aerobica solida permette:

  • di recuperare meglio,
  • di reggere ritmi più alti,
  • di migliorare la resistenza generale,
  • di affrontare le gare con meno fatica.

La velocità si costruisce sopra la resistenza, non il contrario.


Conclusione

Il lungo è probabilmente l’allenamento più importante nella corsa endurance.

Non è spettacolare come le ripetute e spesso richiede pazienza, ma è quello che costruisce davvero il motore del runner.

Fare bene i lunghi significa:

  • arrivare più preparati,
  • gestire meglio la fatica,
  • migliorare la resistenza fisica e mentale,
  • diventare corridori più completi.

Perché alla fine, nelle gare di endurance, non vince soltanto chi va forte.
Vince soprattutto chi riesce a mantenere il ritmo più a lungo

Dott. in fisioterapia (e triatleta) Michele Padulazzi


Risposte

  1. […] Leggi anche: “il lungo, l’allenamento che costruisce la resistenza” […]

  2. […] conoscenze, noi possiamo indirizzare un allenamento in maniera specifica, ad esempio per correre lungo, per sprintare o anche solo per […]

  3. […] Allenarsi in queste condizioni dovrebbe teoricamente insegnare al corpo a utilizzare meglio i grassi come carburante, fondamentale per i tuoi allenamenti più lunghi. […]

  4. […] l’efficienza cardiaca e la capacità dell’organismo di utilizzare l’ossigeno (in zona 2 si fa il lungo ed è utile per chi vuole bruciare la […]

  5. […] perché è semplice, efficace e soprattutto si può adattare praticamente a chiunque. A differenza del lungo, il fartlek è più dinamico e quindi a mio parere adatto per […]

  6. […] motivo è semplice: durante una corsa lenta o un lungo, il corpo produce meno calore rispetto a una seduta di ripetute tirate. Di conseguenza, potrei aver […]

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