In che posizione dormire? Esiste davvero una posizione corretta?

Illustration labeled Side Sleeping Position, Back Sleeping Position (Supine), and Stomach Sleeping Position (Prone).


Quante volte ci hanno detto che bisogna dormire in una determinata posizione per non avere mal di schiena, problemi cervicali o una postura scorretta?

Il problema è che già di base in senso assoluto non esiste una postura corretta, figuriamoci una posizione per dormire corretta.

Anzi, probabilmente la cosa più importante da ricordare quando parliamo di sonno è molto più semplice: dormire.

Meglio dormire 8 ore in una posizione che qualcuno definirebbe “storta”, piuttosto che dormire 5 ore cercando ostinatamente di mantenere quella che viene considerata la posizione perfetta.

Il sonno è fondamentale per il recupero, anche per chi fa sport. Per questo motivo non ha molto senso trasformare il momento in cui dovremmo rilassarci in una continua ricerca della posizione ideale.

Detto questo, alcune posizioni possono essere più o meno favorevoli (e secondo la tradizione la posizione in cui dormi ha un significato emotivo che approfondisco qui).

Quindi dopo aver sistemato la stanza, aver trovato la temperatura corretta e aver lavato i denti, vediamo di analizzare le varie posizioni che si assumono quando si dorme:



Dormire a pancia in giù

Se dovessi indicare una posizione che eviterei, probabilmente sarebbe questa.

Dormire a pancia in giù significa mantenere la testa ruotata per molte ore e, soprattutto, comprimere anteriormente il tronco.

La posizione può inoltre aumentare la pressione sull’addome e, in alcune persone, rendere meno agevole la respirazione. Anche per questo motivo può risultare poco confortevole, soprattutto dopo aver mangiato.

Dovendo scegliere, non sarebbe la mia prima opzione.

Dormire sul fianco

Il fianco è probabilmente una delle posizioni più intuitive e utilizzate.

Ma anche qui non esiste una regola valida per tutti.

La conformazione del corpo può fare una grande differenza.

Pensiamo, per esempio, a una persona con spalle molto larghe rispetto alla vita. Quando si sdraia sul fianco, la differenza di larghezza tra spalle e bacino può far sì che il tronco non rimanga perfettamente allineato, ma tenda a inclinarsi lateralmente.

Non è necessariamente un problema: il corpo è perfettamente in grado di tollerare piccole asimmetrie durante il sonno.

Se però questa posizione risulta poco confortevole, si può intervenire semplicemente con il cuscino.

Il cuscino tra le gambe: serve davvero?

Quando dormiamo sul fianco, la gamba superiore tende naturalmente a cadere in avanti e verso il basso.

Questo porta il bacino a ruotare e può aumentare la rotazione del tronco.

Mettere un cuscino tra le gambe permette invece di mantenere le gambe più parallele e limitare questa rotazione del bacino e della colonna.

Non è una prescrizione obbligatoria e non serve a “proteggere” la colonna da un danno. È semplicemente un modo per rendere la posizione più stabile e, per alcune persone, più confortevole.


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Dormire a pancia in su

La posizione supina, cioè a pancia in su, viene spesso considerata la posizione “migliore” dal punto di vista posturale.

E in effetti presenta un vantaggio: non dobbiamo preoccuparci troppo di rotazioni del collo o del bacino.

La colonna può rimanere relativamente simmetrica e il peso viene distribuito sul materasso.

Ma anche qui c’è un “ma”.

La posizione supina può favorire il russamento e, in alcune persone, il peggioramento dei disturbi respiratori durante il sonno. Se il russamento è importante, il sonno potrebbe essere meno ristoratore.

E quindi torniamo al punto di partenza: cosa ce ne facciamo della posizione “perfetta” se poi dormiamo male?

Piccola nota: se stando a pancia in sù senti estendersi la colonna lombare, è perchè hai l’ilepsoas troppo teso!

E le paralisi del sonno?

La posizione supina viene inoltre spesso riportata in associazione agli episodi di paralisi del sonno.

È importante però non trasformare questa associazione in una regola: dormire a pancia in su non significa che avremo una paralisi del sonno.

Semplicemente, alcune persone riferiscono una maggiore frequenza degli episodi in questa posizione.

Anche in questo caso, quindi, non avrebbe senso modificare la propria posizione di sonno solo per paura di un evento che magari non si verifica mai.

Quindi qual è la posizione migliore?

La risposta più onesta è: quella nella quale dormi bene.

Non esiste una posizione universalmente corretta e non è necessario passare la notte cercando di mantenere la colonna perfettamente allineata.

Durante il sonno ci muoviamo, cambiamo posizione e assumiamo posture che durante il giorno probabilmente considereremmo “storte”.

Ed è normale.

La posizione dovrebbe essere considerata soprattutto in termini di comfort, qualità del sonno e caratteristiche individuali, non come una gara a chi mantiene la postura più perfetta.

Se dormi 8 ore, ti svegli riposato e non hai dolore, probabilmente non c’è alcun motivo per modificare la tua posizione solo perché qualcuno ti ha detto che “non è quella giusta”.

Il sonno viene prima della postura.

E forse questa è la cosa più importante da ricordare.

Dott. in fisioterapia (e triatleta) Michele Padulazzi



Risposte

  1. […] una buona igiene del sonno, trovare la posizione corretta, e soprattutto […]

  2. […] parlato qui su quale sia la posizione migliore in cui […]

  3. […] Cambiamo postura quando siamo seduti, quando siamo in piedi, quando corriamo, quando andiamo in bicicletta, quando lavoriamo e persino in base a come abbiamo dormito la notte precedente. […]

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