Parlare di postura sembra semplice.
“Stai dritto.”
“Non incurvarti.”
“Devi raddrizzare le spalle.”
“Sei storto.”
In realtà la postura è probabilmente uno degli argomenti più complessi da spiegare. È il risultato di un sistema estremamente articolato, nel quale entrano in gioco muscoli, articolazioni, sistema nervoso, vista, equilibrio, abitudini, attività quotidiane e persino il modo in cui interagiamo con l’ambiente.
Per questo personalmente diffido molto di chi pretende di spiegare la postura osservando semplicemente se una persona è “dritta” o “storta”. O ancora peggio di chi propone rimedi rapidi (al limite con la stregoneria).
La postura è un adattamento
Immaginiamo i nostri muscoli come degli elastici.
Ogni muscolo ha una determinata lunghezza e una determinata capacità di produrre forza. Il nostro corpo cerca continuamente un equilibrio tra queste forze e queste tensioni.
Ma questo equilibrio non è fisso.
Se abbiamo un problema visivo da un occhio, potremmo modificare inconsapevolmente la posizione della testa per cercare di vedere meglio.
Se abbiamo un problema dentale o mastichiamo prevalentemente da un lato, possiamo modificare il modo in cui utilizziamo alcuni muscoli, compresi quelli del collo.
Se siamo persone molto timide, possiamo assumere più facilmente atteggiamenti di chiusura del tronco e delle spalle.
Non significa che “la timidezza accorci i pettorali” o che “un occhio storto causi il mal di schiena”. Il concetto è un altro: il nostro corpo si adatta continuamente alle informazioni che riceve e alle attività che svolgiamo.
E la postura è anche il risultato di questi adattamenti.

Gli elastici: lunghezza e forza
Se pensiamo ai muscoli come elastici, possiamo semplificare il problema in due grandi variabili: lunghezza e forza.
Trascorrere molte ore nella stessa posizione può modificare nel tempo la capacità di alcuni tessuti di tollerare quella posizione.
L’allenamento, invece, può modificare la forza e la capacità di un muscolo di produrre e sostenere un determinato carico.
Stretching ed esercizio possono quindi essere strumenti utili per modificare alcune caratteristiche del nostro sistema muscoloscheletrico.
Ma c’è una cosa ancora più importante: lo stimolo che diamo al nostro corpo.
Il problema non è stare seduti. È stare sempre nello stesso modo.

Lo stesso vale per lo sport.
Fare sempre lo stesso movimento, nello stesso modo e con gli stessi carichi significa sottoporre continuamente gli stessi tessuti agli stessi stimoli.
Per questo considero la variabilità uno degli strumenti più importanti.
Cambiare posizione.
Alzarsi.
Camminare.
Allenare la forza.
Fare attività diverse.
Utilizzare articolazioni e muscoli attraverso movimenti differenti.
In altre parole: dare al corpo stimoli diversi.
C’è una vecchia frase attribuita, pare, a Mezieres:
“L’unica sedia comoda è la panca della chiesa, perché è talmente scomoda che sei costretto ad alzarti.”
Al di là della paternità della frase, il concetto è interessante: forse il problema non è trovare la posizione perfetta, ma non rimanere troppo a lungo nella stessa posizione.
Ma allora esiste una postura corretta?
Qui arriviamo al punto che personalmente ritengo più importante.
La postura non è statica.
Cambiamo postura quando siamo seduti, quando siamo in piedi, quando corriamo, quando andiamo in bicicletta, quando lavoriamo e persino in base a come abbiamo dormito la notte precedente.
Non abbiamo una singola postura.
Abbiamo una moltitudine di posture che utilizziamo continuamente.
Per questo trovo riduttivo parlare semplicemente di “postura corretta”.
Una posizione può essere perfettamente tollerabile in una situazione e diventare problematica se mantenuta per ore.
E, soprattutto, una postura che visivamente appare “perfetta” non significa necessariamente che quella persona si muova bene o che non avrà mai dolore.
La vera prevenzione? Saperci muovere
Da fisioterapista, credo che il concetto di postura venga spesso utilizzato per descrivere qualcosa che in realtà è una conseguenza.
La postura è il risultato.
Il risultato delle caratteristiche del nostro corpo, delle nostre abitudini, delle nostre attività e del modo in cui ci muoviamo.
Per questo, più che cercare continuamente di “metterci in bolla”, penso sia molto più utile lavorare sullo schema motorio e sulla biomeccanica dei movimenti che facciamo realmente nella nostra vita.
Se lavoro alla scrivania, sarà importante avere una postazione che mi permetta di lavorare in maniera confortevole.
Non significa cercare la posizione perfetta.
Significa mettere il nostro corpo nelle condizioni di gestire gli stimoli che gli chiediamo di gestire.

E gli strumenti per correggere la postura?
Qui sono piuttosto critico.
Negli anni abbiamo visto comparire e scomparire continuamente strumenti, dispositivi e soluzioni miracolose che promettono di “correggere la postura”.
Scarpe ortopediche.
Panciere.
Corsetti.
Dispositivi che promettono di raddrizzare le spalle.
Correttori posturali.
Il problema è che il concetto di “mettersi in bolla” non è necessariamente sinonimo di salute.
Alcuni di questi strumenti hanno sicuramente indicazioni precise e possono essere utili in determinate condizioni. Ma utilizzarli indiscriminatamente con l’obiettivo di ottenere una simmetria perfetta non ha molto senso.
Anche perché il nostro corpo non è simmetrico.
Siamo spesso destrimani o mancini. Guidiamo. Cuciniamo. Lavoriamo. Portiamo borse. Utilizziamo il telefono. Facciamo sport.
Quasi tutto quello che facciamo durante la giornata è, almeno in parte, asimmetrico.
Pensare quindi di eliminare completamente tutte le asimmetrie è semplicemente irrealistico.
A meno di non passare la vita a fare esercizi per cercare di compensare ogni singolo gesto quotidiano.
E probabilmente non è questo l’obiettivo.
Una postura patologica è un’altra cosa
Questo non significa che tutte le posture siano normali o che la postura non possa avere una componente patologica.
Esistono alterazioni posturali legate a caratteristiche strutturali, genetiche, neurologiche o muscoloscheletriche che possono avere conseguenze importanti e che richiedono valutazione e trattamento.
Ma bisogna distinguere questo tipo di situazione dalla normale postura di una persona che presenta qualche asimmetria o che non corrisponde al modello ideale rappresentato nei libri o nelle pubblicità.
Essere asimmetrici non significa necessariamente essere patologici.
Quindi cosa possiamo fare?
Secondo me, la risposta è molto più semplice di quanto il mercato della postura voglia farci credere.
Possiamo lavorare sulla forza, in particolare dei muscoli della colonna.
Possiamo lavorare sulla mobilità.
Possiamo utilizzare lo stretching quando serve.
Possiamo allenare i movimenti che facciamo nella vita quotidiana o nello sport.
Possiamo migliorare la nostra biomeccanica.
Possiamo scegliere attrezzature adeguate alle nostre caratteristiche.
E soprattutto possiamo variare.
Variare posizione, movimento, attività e stimoli.
Non dobbiamo passare la giornata cercando di mantenere spalle perfettamente allineate, schiena perfettamente dritta e testa perfettamente centrata.
Dobbiamo mettere il nostro corpo nelle condizioni di essere capace di assumere tante posizioni diverse e di muoversi in modo efficiente tra una posizione e l’altra.
Perché forse il vero problema non è avere una postura “sbagliata”.
È avere un corpo che sa fare una sola cosa.
Dott. in Fisioterapia Michele Padulazzi
6 risposte a “Postura: esiste davvero una postura corretta?”
-
[…] compare mal di schiena si pensa spesso a un’ernia, a un problema posturale o più in generale a un problema della colonna. In realtà la lombalgia è multifattoriale e nella […]
-
[…] lavora in piedi può sviluppare lombalgia se mantiene la stessa postura per molte ore consecutive (perchè no, non esiste una postura perfetta da mantenere), al punto che pure se ci alleniamo corriamo il rischio vi avere una vita sedentaria! Il nostro […]
-
[…] Diciamo che allenarsi 3 volte può essere un modo per compensare la sedentarietà, ma trovare strategie per muoversi di più durante il giorno è ancora più ottimale. Perché muoversi di più durante il giorno diventa proprio uno stile di vita che viene mantenuto. E questo fa sì che non ne giovi solo il consumo calorico, ma anche tutti gli acciacchi legati alla postura. […]
-
[…] possano essere molteplici e legate spesso a sovraccarichi (sia di allenamento che quotidiani), una ridotta capacità di controllo e stabilizzazione del tronco va ad alterare la postura (approfond…, aumentando il carico sui dischi […]
-
[…] Nel ciclismo si mantiene una posizione fissa per molto tempo. Se il corpo non è abituato, la muscol… […]
-
[…] La corsa è uno sport semplice ed estremamente efficace, ma sottopone muscoli e articolazioni a stre…Per questo motivo lo stretching può essere un ottimo alleato per: […]


Rispondi