L’off season negli sport di endurance viene spesso vista come un periodo “vuoto”, quasi una perdita di tempo. In realtà è uno dei momenti più importanti dell’anno. È la fase in cui il corpo recupera davvero, la mente si alleggerisce e si creano le basi per tornare più forti nella stagione successiva.
Chi pratica corsa, ciclismo o triathlon tende facilmente a entrare in una spirale continua: allenarsi, migliorare, inseguire numeri e prestazioni. Ma il rischio è quello dell’overtraining, cioè uno stato di affaticamento fisico e mentale causato da troppo allenamento e troppo poco recupero. Non si parla solo di gambe stanche: spesso arrivano mancanza di motivazione, sonno peggiore, irritabilità e quella sensazione di uscire ad allenarsi “per obbligo”.
Per questo l’off season non dovrebbe essere vissuta con sensi di colpa. Staccare la spina è parte dell’allenamento tanto quanto le ripetute o i lunghi.
Personalmente ho imparato a gestire questo periodo seguendo soprattutto le sensazioni. In estate, con il caldo, accorcio le corse a piedi e smetto di inseguire ritmi o chilometraggi. In bici continuo a uscire, ma in modo molto più leggero: magari con una pausa al lago per fare il bagno oppure portando la bici in montagna, dove il clima è più fresco e le uscite diventano più piacevoli che “allenanti”.
Questo approccio aiuta tantissimo a recuperare mentalmente. Lo sport resta presente, ma torna a essere libertà e divertimento, senza pressione. Perchè lo sport migliore non è quello della gara, ma quello che ti da piacere!
Poi arriva agosto, che per me è il vero momento di stacco. Per una o due settimane mi fermo completamente. Niente programmi, niente tabelle, niente ansia da prestazione. Ed è proprio lì che spesso arriva il recupero più importante.
La cosa interessante è che fermarsi non significa perdere tutto. Anzi, succede spesso il contrario. A settembre riprendo gradualmente, con energie nuove e molta più voglia di allenarmi. Il corpo risponde bene, la testa è fresca e nel giro di poche settimane ritrovo la condizione. Di solito a ottobre mi sento già in forma quasi come a maggio, ma con meno stanchezza accumulata.
Molti atleti hanno paura di rallentare perché pensano che la continuità assoluta sia la chiave del miglioramento. In realtà è l’equilibrio a fare la differenza. Allenarsi sempre al massimo, senza pause vere, porta quasi inevitabilmente a un calo prima o poi. Invece concedersi un periodo di recupero permette di ripartire con più qualità, più entusiasmo e spesso anche con risultati migliori.
L’off season non è tempo perso: è il momento in cui si ricaricano corpo e mente. E negli sport di endurance, dove la costanza conta più di tutto, saper rallentare al momento giusto è una forma di allenamento intelligente.
- Cadenza più bassa significa infortunio? No, ma occhio ai carichi
- Postura: esiste davvero una postura corretta?
- Ripetute SFR in bici: un modo semplice per allenare la forza
- Addominali e ileopsoas: attenzione a come esegui il crunch
- Mal di schiena e lavoro sedentario: è davvero colpa dell’ernia?


Rispondi